Chi dorme nella piana — a Sesto Fiorentino come a Signa — arriva a Firenze da fuori, e questo cambia il modo di organizzare la giornata. Il vantaggio è che non si combatte con la ZTL né con i parcheggi del centro; lo svantaggio è che il tempo in città è quello che è, e conviene decidere prima cosa vedere davvero.
Arrivare: il treno è la scelta più semplice
Sesto Fiorentino ha la sua stazione sulla linea che collega Firenze a Prato e Bologna, con corse frequenti verso Firenze Rifredi e Firenze Santa Maria Novella. Si lascia l'auto vicino casa e si scende direttamente in città: da Santa Maria Novella il centro storico comincia dopo pochi minuti a piedi. Gli orari cambiano con l'orario ferroviario, quindi vanno controllati sui canali ufficiali del servizio ferroviario regionale il giorno prima.
Chi parte da Signa può fare lo stesso ragionamento sfruttando la ferrovia che corre lungo l'Arno. Da Abbadia di Montepulciano, invece, Firenze è una gita di giornata vera e propria: lì l'auto serve, ed è più sensato dedicare la giornata a Montepulciano e alla Valdichiana.
Il centro storico si gira a piedi, sempre
Il nucleo monumentale di Firenze è compatto: dal Duomo a Ponte Vecchio si cammina in un quarto d'ora scarso senza affrettarsi. Non serve nessun mezzo pubblico una volta dentro. Serve, semmai, una scarpa comoda: il lastricato è duro e alla fine della giornata si sente.
L'ordine che funziona: Duomo, Signoria, Uffizi, Arno
Il giro classico comincia da piazza del Duomo, con Santa Maria del Fiore, la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto e il Battistero con le porte del Ghiberti. È il punto più affollato della città: la prima mattina fa una differenza enorme.
Da lì si scende lungo via dei Calzaiuoli fino a piazza della Signoria, che è il salotto politico della città: Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi con le sculture all'aperto, la copia del David davanti all'ingresso. Subito dopo si apre il piazzale degli Uffizi, che porta direttamente all'Arno.
L'ultimo tratto è Ponte Vecchio, con le botteghe degli orafi che ci stanno sopra da secoli. Se resta tempo e voglia, si attraversa e si sale verso Piazzale Michelangelo: è la veduta d'insieme che chiude bene la giornata, soprattutto verso il tramonto.
Cosa si paga e cosa no
Camminare per il centro, guardare le facciate, entrare in piazza della Signoria e passare su Ponte Vecchio non costa nulla. Hanno biglietto e ingresso a orario, invece, la salita alla cupola, il campanile, il Battistero, gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia e Palazzo Vecchio. Per queste il consiglio è uno solo: prenotare in anticipo sui siti ufficiali dei rispettivi musei, perché nei mesi di punta le fasce orarie si esauriscono con giorni di anticipo.
Se avete due giorni invece di uno
Con due giornate il ragionamento cambia del tutto: la prima si dedica al nucleo monumentale — Duomo, Signoria, Ponte Vecchio — e la seconda all'Oltrarno, cioè la riva sinistra dell'Arno. È la parte di Firenze dove si vive ancora: piazza Santo Spirito con la sua chiesa dalla facciata nuda, le botteghe artigiane di San Frediano, le salite verso Piazzale Michelangelo e San Miniato al Monte.
L'Oltrarno ha anche Palazzo Pitti e il giardino di Boboli, che da soli valgono mezza giornata. Boboli in particolare è la cosa migliore da fare quando il centro è troppo affollato o troppo caldo: è grande, è in salita, e sopra si sta al fresco sotto gli alberi con la città sotto.
Le cose che non vale la pena fare
Con una giornata sola, inseguire tutti i musei è controproducente. Vale anche la pena rinunciare a mangiare nelle vie immediatamente intorno al Duomo: bastano tre o quattro isolati di distanza per trovare posti frequentati dai fiorentini invece che pensati per chi passa una volta sola.
Un'altra rinuncia sensata è il giro in carrozza e i vari mezzi turistici: il centro è così piccolo che qualunque mezzo è più lento delle proprie gambe, e in più fa perdere di vista i dettagli — le insegne, i tabernacoli agli angoli, le pietre consumate — che sono metà del motivo per cui si viene a Firenze.
Quando andare, dentro la giornata
Le prime ore della mattina e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori: meno gente, luce più bella, temperature sopportabili anche in estate. Il pranzo è il momento in cui il centro è più intasato; è anche il momento buono per infilarsi in un museo prenotato o per allontanarsi verso l'Oltrarno, che ha lo stesso centro storico con metà delle persone.
E poi si torna: mezz'ora di treno e si è di nuovo nella piana, dove si cena in casa senza cercare parcheggio. È esattamente il motivo per cui in tanti scelgono di dormire fuori Firenze.
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